Perché i tuoi figli preadolescenti si comportano così?
- Giada Vettorato

- 17 gen
- Tempo di lettura: 4 min
Cosa succede davvero nella mente preadolescente (e perché certi comportamenti hanno senso)
Ci sono comportamenti dei preadolescenti che sembrano davvero inspiegabili.
Parlo di reazioni sproporzionate, discussioni estenuanti, decisioni affrettate o "uscite" fuori luogo.
La spiegazione, o almeno una parte, è da ricercarsi nei cambiamenti profondi che stanno avvenendo nella mente. Capire da dove nascono certi atteggiamenti non li rende automaticamente facili da gestire, ma li rende più tollerabili.

Un cervello che si ristruttura
Tra la tarda infanzia e la preadolescenza il cervello sta ristrutturando il modo di pensare.
Secondo Jean Piaget, è in questa fase che i ragazzi iniziano ad accedere al pensiero astratto: la capacità di ragionare su ciò che non è immediatamente osservabile o concreto.
Questo significa che:
immaginano scenari futuri
formulano ipotesi
anticipano conseguenze
riflettono su ciò che gli altri potrebbero pensare di loro
È un salto evolutivo enorme e quindi è anche una fonte di sovraccarico mentale.
Più possibilità una mente riesce a immaginare, più aumenta la complessità interna
Il pensiero deduttivo
Insieme al pensiero astratto emerge il ragionamento logico-deduttivo. I preadolescenti iniziano a collegare eventi e conseguenze con grande rapidità.
Il problema è che questa capacità è ancora poco flessibile.
Le consegnuenze sono le seguenti:
le conclusioni sono frettolose
le decisioni vengono vissute come definitive
le ipotesi faticano a includere alternative
Per questo possono sembrare:
categorici
drammatici
incapaci di “vedere altre possibilità”
Mettere in discussione
Molti genitori leggono la messa in discussione delle regole come una sfida all’autorità. In realtà, è uno degli effetti più visibili del nuovo modo di pensare.
Secondo Erik Erikson, in questa fase si apre il grande compito dell’identità:
Chi sono io?In cosa credo?Cosa ha senso per me?
Per rispondere a queste domande, i ragazzi hanno bisogno di:
confrontarsi
testare idee
mettere in dubbio ciò che esiste già
E' proprio attraverso il loro distruggere ciò che c’era prima, che.stanno cercando una posizione propria nel mondo.
Emozioni più intense
Un altro elemento che rende certi comportamenti difficili da comprendere è l’intensità emotiva.
Dal punto di vista neurobiologico, come spiega Daniel Siegel, il cervello preadolescenziale è caratterizzato da uno squilibrio temporaneo:
i sistemi emotivi sono molto attivi
i sistemi di regolazione sono ancora in maturazione
Questo significa che:
le emozioni arrivano forti
il passaggio da uno stato emotivo all’altro è rapido
la capacità di modulare le reazioni è ancora fragile
Il gruppo dei pari: una palestra identitaria
Un altro cambiamento spesso vissuto con preoccupazione è il peso crescente dei pari. Il gruppo diventa uno spazio centrale perché permette di sperimentare:
appartenenza
confronto
riconoscimento
differenziazione
Dal punto di vista evolutivo, è un passaggio necessario per spostare progressivamente il baricentro fuori dalla famiglia e costruire un’identità più autonoma.
Quando il comportamento diventa comprensibile, la relazione cambia
La mente di un preadolescente non è “contro” il genitore, questo è chiaro, e se una parte di te prende sul personale i conflitti che nascono è fondamentale che tu riveda la tua posizione.
Molti comportamenti che oggi sembrano incomprensibili nascono da:
nuove competenze cognitive
un sistema emotivo più complesso
un’identità in costruzione
Conoscere questi passaggi non elimina la fatica lo so, ma dovrebbe cambiare ed espandere il tuo sguardo che farà la differenza tra conflitto fine a se stesso e un conflitto che fa crescere la relazione.
Bibliografia
Piaget, J. (1972). La psicologia dell’intelligenza. Firenze: Giunti.
Piaget, J. (1974). Lo sviluppo mentale del bambino. Torino: Einaudi.
Erikson, E. H. (1968). Identity: Youth and Crisis. New York: Norton.
Erikson, E. H. (1980). Infanzia e società. Roma: Armando.
Siegel, D. J. (2014). Brainstorm. The Power and Purpose of the Teenage Brain. New York: TarcherPerigee.
Siegel, D. J., & Bryson, T. P. (2011). Il cervello del bambino. Milano: Raffaello Cortina.
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