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Perché i tuoi figli preadolescenti si comportano così?

Cosa succede davvero nella mente preadolescente (e perché certi comportamenti hanno senso)


Ci sono comportamenti dei preadolescenti che sembrano davvero inspiegabili.

Parlo di reazioni sproporzionate, discussioni estenuanti, decisioni affrettate o "uscite" fuori luogo.

La spiegazione, o almeno una parte, è da ricercarsi nei cambiamenti profondi che stanno avvenendo nella mente. Capire da dove nascono certi atteggiamenti non li rende automaticamente facili da gestire, ma li rende più tollerabili.

cervello di un preadolescente
come funziona il cervello di un preadolescente

Un cervello che si ristruttura

Tra la tarda infanzia e la preadolescenza il cervello sta ristrutturando il modo di pensare.

Secondo Jean Piaget, è in questa fase che i ragazzi iniziano ad accedere al pensiero astratto: la capacità di ragionare su ciò che non è immediatamente osservabile o concreto.


Questo significa che:

  • immaginano scenari futuri

  • formulano ipotesi

  • anticipano conseguenze

  • riflettono su ciò che gli altri potrebbero pensare di loro


È un salto evolutivo enorme e quindi è anche una fonte di sovraccarico mentale.

Più possibilità una mente riesce a immaginare, più aumenta la complessità interna


Il pensiero deduttivo

Insieme al pensiero astratto emerge il ragionamento logico-deduttivo. I preadolescenti iniziano a collegare eventi e conseguenze con grande rapidità.

Il problema è che questa capacità è ancora poco flessibile.

Le consegnuenze sono le seguenti:

  • le conclusioni sono frettolose

  • le decisioni vengono vissute come definitive

  • le ipotesi faticano a includere alternative

Per questo possono sembrare:

  • categorici

  • drammatici

  • incapaci di “vedere altre possibilità”


Mettere in discussione

Molti genitori leggono la messa in discussione delle regole come una sfida all’autorità. In realtà, è uno degli effetti più visibili del nuovo modo di pensare.

Secondo Erik Erikson, in questa fase si apre il grande compito dell’identità:

Chi sono io?In cosa credo?Cosa ha senso per me?

Per rispondere a queste domande, i ragazzi hanno bisogno di:

  • confrontarsi

  • testare idee

  • mettere in dubbio ciò che esiste già

E' proprio attraverso il loro distruggere ciò che c’era prima, che.stanno cercando una posizione propria nel mondo.


Emozioni più intense

Un altro elemento che rende certi comportamenti difficili da comprendere è l’intensità emotiva.

Dal punto di vista neurobiologico, come spiega Daniel Siegel, il cervello preadolescenziale è caratterizzato da uno squilibrio temporaneo:

  • i sistemi emotivi sono molto attivi

  • i sistemi di regolazione sono ancora in maturazione

Questo significa che:

  • le emozioni arrivano forti

  • il passaggio da uno stato emotivo all’altro è rapido

  • la capacità di modulare le reazioni è ancora fragile


Il gruppo dei pari: una palestra identitaria

Un altro cambiamento spesso vissuto con preoccupazione è il peso crescente dei pari. Il gruppo diventa uno spazio centrale perché permette di sperimentare:

  • appartenenza

  • confronto

  • riconoscimento

  • differenziazione

Dal punto di vista evolutivo, è un passaggio necessario per spostare progressivamente il baricentro fuori dalla famiglia e costruire un’identità più autonoma.


Quando il comportamento diventa comprensibile, la relazione cambia

La mente di un preadolescente non è “contro” il genitore, questo è chiaro, e se una parte di te prende sul personale i conflitti che nascono è fondamentale che tu riveda la tua posizione.


Molti comportamenti che oggi sembrano incomprensibili nascono da:

  • nuove competenze cognitive

  • un sistema emotivo più complesso

  • un’identità in costruzione

Conoscere questi passaggi non elimina la fatica lo so, ma dovrebbe cambiare ed espandere il tuo sguardo che farà la differenza tra conflitto fine a se stesso e un conflitto che fa crescere la relazione.


Bibliografia

  • Piaget, J. (1972). La psicologia dell’intelligenza. Firenze: Giunti.

  • Piaget, J. (1974). Lo sviluppo mentale del bambino. Torino: Einaudi.

  • Erikson, E. H. (1968). Identity: Youth and Crisis. New York: Norton.

  • Erikson, E. H. (1980). Infanzia e società. Roma: Armando.

  • Siegel, D. J. (2014). Brainstorm. The Power and Purpose of the Teenage Brain. New York: TarcherPerigee.

  • Siegel, D. J., & Bryson, T. P. (2011). Il cervello del bambino. Milano: Raffaello Cortina.


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