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Le 10 qualità del genitore sufficientemente buono

Una guida per accompagnare i figli preadolescenti.


Se c'è una convinzione che accompagna moltissimi genitori durante la crescita dei figli è quella di dover fare tutto nel modo giusto.

Leggiamo libri, ascoltiamo podcast, seguiamo esperti, confrontiamo le nostre scelte con quelle di altri genitori e, molto spesso, ci ritroviamo con la sensazione di non essere mai abbastanza preparati.

Finché i figli sono piccoli questa illusione di controllo riesce in qualche modo a sopravvivere. Poi arriva la preadolescenza.

Arrivano le prime porte chiuse, i silenzi improvvisi, le risposte brusche, le richieste di autonomia, le amicizie che diventano più importanti della famiglia e quella sensazione disarmante di non sapere più bene quale sia il modo corretto di comportarsi.

È proprio in questo momento che molti genitori iniziano a chiedersi se stanno sbagliando qualcosa.

La buona notizia è che la psicologia dello sviluppo ci offre una prospettiva molto rassicurante.


la pagella delle medie
genitori imperfetti ma sufficientemente buoni

Il genitore sufficientemente buono secondo Winnicott

L'espressione "genitore sufficientemente buono" deriva dal lavoro del pediatra e psicanalista britannico Donald Winnicott.

In origine Winnicott parlava della "madre sufficientemente buona", una figura capace di rispondere ai bisogni del bambino in modo adeguato, senza inseguire l'impossibile obiettivo della perfezione.

La sua intuizione era rivoluzionaria.

I bambini non hanno bisogno di crescere accanto a genitori impeccabili. Hanno bisogno di adulti che sappiano amarli, proteggerli, accoglierli e accompagnarli nella crescita, pur continuando a essere esseri umani con i propri limiti, le proprie fragilità e i propri errori.

Questa idea trova conferma ancora oggi in gran parte della letteratura scientifica sullo sviluppo infantile e adolescenziale.

Le relazioni che favoriscono maggiormente il benessere dei ragazzi non sono quelle prive di conflitti o di imperfezioni, ma quelle caratterizzate da disponibilità emotiva, sicurezza affettiva e capacità di riparazione.

Perché la preadolescenza cambia tutto

La preadolescenza rappresenta uno dei periodi di trasformazione più intensi dell'intero ciclo di vita.

Il cervello attraversa una profonda riorganizzazione. Le neuroscienze ci mostrano che durante questa fase aumenta enormemente la sensibilità alle relazioni sociali, al giudizio dei pari e alle emozioni.

Daniel Siegel descrive l'adolescenza come una fase di straordinaria plasticità cerebrale nella quale il cervello si ristruttura in modo simile a quanto avviene nei primi anni di vita.

Per i genitori questo significa assistere a un cambiamento radicale.

I figli iniziano a differenziarsi, mettono in discussione idee e regole, sperimentano nuove identità e cercano una maggiore indipendenza.

Molte delle strategie che funzionavano durante l'infanzia diventano improvvisamente inefficaci.

È qui che il concetto di genitore sufficientemente buono acquista un valore enorme.

Le qualità che aiutano i figli a crescere

Quando si parla di genitorialità si tende spesso a concentrarsi sugli errori da evitare.

La ricerca, invece, mostra con sempre maggiore chiarezza quali atteggiamenti favoriscono lo sviluppo dell'autonomia, dell'autoregolazione e della sicurezza emotiva.

Una delle qualità più importanti è l'affettuosità.

Sentirsi amati permette ai ragazzi di percepire il mondo come un luogo sufficientemente sicuro da poter essere esplorato. L'affetto cambia forma durante la preadolescenza, diventando più discreto e meno esplicito rispetto all'infanzia, ma continua a rappresentare un bisogno fondamentale.

Un'altra qualità centrale riguarda la capacità di comprendere i bisogni che si nascondono dietro ai comportamenti.

Dietro una porta sbattuta, una bugia o una rispostaccia si nasconde spesso un'emozione che il ragazzo non sa ancora gestire adeguatamente.

Questo non significa approvare qualsiasi comportamento. , ma sviluppare la curiosità necessaria per comprenderne il significato.

Anche il coinvolgimento nella vita dei figli svolge un ruolo decisivo.

Numerosi studi mostrano come la partecipazione dei genitori alla vita scolastica, sociale e relazionale dei ragazzi costituisca un importante fattore protettivo per la salute mentale e il benessere psicologico.

L'equilibrio tra guida e autonomia

Uno degli aspetti più delicati della preadolescenza riguarda l'equilibrio tra protezione e libertà.

I figli hanno bisogno di regole chiare e di adulti capaci di offrire una direzione.

Allo stesso tempo hanno bisogno di sperimentarsi, prendere decisioni, commettere errori e sviluppare gradualmente fiducia nelle proprie capacità.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità sottolinea come il sostegno all'autonomia e la presenza di relazioni familiari positive rappresentino due dei principali fattori di protezione per la salute mentale degli adolescenti.

La sfida consiste quindi nel restare presenti senza diventare invadenti e nel mantenere una funzione guida senza trasformarsi in controllori.

Una buona notizia per tutti i genitori

Forse il contributo più prezioso di Winnicott consiste nell'aver liberato intere generazioni di genitori dal peso della perfezione.

I figli non hanno bisogno di adulti che non sbagliano mai.

Hanno bisogno di persone che sappiano riconoscere i propri errori, chiedere scusa quando serve, riparare le fratture relazionali e continuare a esserci.

La qualità della relazione si costruisce molto più nella capacità di ritrovarsi dopo una difficoltà che nell'assenza delle difficoltà stesse.


Bibliografia

  • Winnicott, D. W. (1953). Transitional Objects and Transitional Phenomena. International Journal of Psycho-Analysis.

  • Winnicott, D. W. (1965). The Maturational Processes and the Facilitating Environment. Hogarth Press.

  • Winnicott, D. W. (1987). I bambini e le loro madri. Raffaello Cortina Editore.

  • Siegel, D. J. (2014). La mente adolescente. Raffaello Cortina Editore.

  • Center on the Developing Child, Harvard University. Serve and Return Interaction Shapes Brain Circuitry.

  • World Health Organization (WHO). Adolescent Mental Health.


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