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Insoddisfazione corporea in preadolescenza.

Come aiutare i preadolescenti a vivere bene i cambiamenti del corpo.


Tra gli undici e i tredici anni il corpo diventa, per molti ragazzi e ragazze, il primo vero terreno di fatica. Cambia velocemente, spesso in modo disarmonico, e costringe chi lo abita a fare i conti con sensazioni nuove, scomode, a volte difficili da nominare.

Per noi adulti può sembrare “solo crescita”. Per loro, invece, è molto di più: è un cambiamento identitario, emotivo, relazionale.

In questo articolo voglio aiutarti a capire che cosa succede davvero nel corpo dei preadolescenti, quali paure si intrecciano a questi cambiamenti e, soprattutto, che ruolo possiamo avere noi genitori per non trasformare questa fase in una ferita che si porta avanti negli anni.


La metafora del seme: cosa succede quando non vediamo nulla
insoddisfazione corporea

Il corpo che cambia: troppo e troppo in fretta

Durante la preadolescenza il corpo smette definitivamente di essere quello dell’infanzia. I cambiamenti fisici sono evidenti e spesso arrivano tutti insieme:

  • crescita rapida in altezza

  • cambiamenti nelle proporzioni

  • comparsa di peli, odori nuovi, sudorazione

  • gonfiori al seno o ai capezzoli

  • voce che cambia

  • pelle più grassa, brufoli

  • dolori muscolari e articolari legati alla crescita ossea

  • per le ragazze, i primi segnali legati al ciclo mestruale

Il problema non è solo che il corpo cambia, ma come cambia: in modo poco armonico, senza dare il tempo di abituarsi. Questo genera una sensazione di estraneità. Il corpo sembra diventare qualcosa di ingombrante, poco controllabile, difficile da riconoscere come “mio”.


Non cambia solo il corpo, cambia l’immagine di sé

In preadolescenza il cambiamento non riguarda solo l’aspetto fisico, ma l’immagine che i ragazzi hanno di sé.

È come se dovessero riscriversi da capo. Le domande che attraversano questa fase sono profonde, anche se spesso non vengono espresse a parole:

  • Chi sono adesso?

  • Che impressione faccio agli altri?

  • Mi noteranno?

  • Mi giudicheranno?

Il corpo diventa il primo biglietto da visita. È attraverso il corpo che cercano conferme, appartenenza, riconoscimento. E quando il corpo non corrisponde a ciò che vorrebbero o a ciò che vedono intorno a loro, nasce la fatica.


Le paure più comuni legate al corpo che cambia

Ci sono alcune paure ricorrenti che accompagnano questa fase.

La paura di crescere: i segnali del corpo dicono chiaramente che l’infanzia è finita. Anche quando desiderano diventare grandi, una parte di loro teme di non essere pronti. Sanno cosa erano, ma non sanno ancora chi diventeranno.

La paura di sentirsi brutti: Brufoli, crescita disarmonica, peso che cambia, forme che si trasformano. Tutto questo costringe a confrontarsi con un’immagine nuova, spesso lontana dagli ideali interiorizzati.

La paura di non essere normali: Il confronto con i pari diventa inevitabile. Ognuno cresce con tempi diversi, ma accettarlo è difficilissimo. In questa fase convivono due bisogni fortissimi: somigliare agli altri per non sentirsi esclusi e, allo stesso tempo, sentirsi unici.


Il peso dei modelli estetici (per ragazze e ragazzi)

Viviamo in una società che attribuisce al corpo un valore enorme. Questo pesa in modo particolare sulle ragazze, esposte a ideali di perfezione irrealistici, spesso filtrati e costruiti.

Negli ultimi anni, però, anche i ragazzi vivono una pressione crescente: muscoli scolpiti, forza, performance, controllo. Quando questa spinta diventa rigida e ossessiva, può trasformarsi in una vera sofferenza (vigoressia).

L’insoddisfazione corporea, entro certi limiti, è normativa e transitoria. Ma quando aumenta, non migliora nel tempo, porta a ritiro sociale o a una preoccupazione costante per il giudizio degli altri, va presa sul serio.


Cosa possiamo fare come genitori (davvero)

La prima cosa da fare è guardare il loro corpo con rispetto. I preadolescenti sono molto più attenti al non detto che ai discorsi educativi. La coerenza tra ciò che diciamo e ciò che facciamo è il primo fattore di influenza.

Osserva come parli del tuo corpo e di quello degli altri: Commenti ironici, lamentele costanti sul peso, battute sul fisico passano dritte ai loro radar.

Evita commenti sui loro cambiamenti: Tono di voce, seno, spalle, peso, vestibilità dei vestiti. Anche se per te sono parole leggere, per loro possono diventare etichette.

Se non hai qualcosa di sinceramente valorizzante da dire, il silenzio è spesso più protettivo.


Accogliere senza minimizzare

Quando tuo figlio o tua figlia esprime insoddisfazione corporea, la prima cosa utile è accogliere.

Raccontare, quando è vero, che anche tu alla sua età ti sentivi così può fare una grande differenza. Li aiuta a sentirsi compresi e non sbagliati.

Poi puoi accompagnarli ad approfondire: cosa esattamente non piace? Quando è iniziata questa sensazione? Cosa succede quando si guardano allo specchio?

Un adulto che accoglie, rassicura e aiuta ad allargare il campo dei pensieri diventa una base sicura potentissima.


Spostare lo sguardo: dal bello al funzionale

Un passaggio educativo importante è spostare l’attenzione dall’estetica alla funzionalità del corpo.

Il corpo come strumento, non come oggetto da giudicare.

  • Con il tuo corpo puoi muoverti

  • Puoi correre, ballare, creare

  • Puoi esprimerti, ridere, stare con gli altri

Questo non elimina la fatica, ma offre una prospettiva più ampia e più gentile.


Quando chiedere aiuto

Se tuo figlio o tua figlia prova vergogna intensa, evita di uscire, rifiuta il contatto sociale o mostra una sofferenza persistente legata al corpo, è importante non affrontare tutto da soli.

Un professionista dell’età evolutiva può aiutare a capire da dove nasce questa fatica e a costruire un percorso di accompagnamento adeguato.


Un piccolo esercizio di riflessione per te

Prima di chiudere, ti lascio un esercizio semplice.

Porta l’attenzione alla relazione con tuo figlio o tua figlia così com’è oggi.

Se questa relazione fosse un frutto, quale sarebbe?

Lascia arrivare l’immagine. Spesso racconta molto di come stai vivendo questa fase e può offrirti un’intuizione utile su come stare nella relazione oggi.


Per continuare

Se senti che questo tema ti tocca da vicino e vuoi fare chiarezza sul tuo ruolo di genitore in questa fase, puoi scaricare gratuitamente le mie risorse grautuite, pensate per accompagnarti per fare chiarezza sul genere di genitori che desideri diventare..



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