Separazione con figli preadolescenti.
- Giada Vettorato

- 6 giorni fa
- Tempo di lettura: 5 min
Cosa sapere per proteggerli davvero.
Ci sono momenti della vita familiare in cui la funzione genitoriale viene messa particolarmente alla prova.
La separazione è uno di questi e quando avviene mentre i figli stanno attraversando la preadolescenza o l’adolescenza, la complessità aumenta ancora di più. Non perché i ragazzi non siano in grado di affrontarla, ma perché stanno già vivendo un passaggio evolutivo molto intenso.
La preadolescenza è una fase di grande trasformazione: il corpo cambia, la mente si riorganizza, le relazioni con i genitori si ridefiniscono e il bisogno di autonomia cresce rapidamente.
Se a questo scenario si aggiunge anche la separazione dei genitori, il ragazzo si trova a dover affrontare due cambiamenti profondi nello stesso momento.
Da una parte sta cercando di capire chi sta diventando.Dall’altra deve adattarsi a una famiglia che cambia forma.

Quando la separazione si intreccia con la crescita
La letteratura scientifica mostra che i figli di genitori separati possono affrontare questa transizione in modo positivo quando la separazione viene gestita con responsabilità e rispetto reciproco.
Il problema non è tanto la separazione in sé.
Ciò che può creare difficoltà per i ragazzi è soprattutto l’elevato livello di conflittualità tra i genitori o il coinvolgimento diretto dei figli nelle dinamiche della coppia.
Quando questo accade, i ragazzi possono sentirsi divisi tra due mondi.
Alcuni reagiscono con rabbia o opposizione. Altri con chiusura o ritiro.
Talvolta possono emergere difficoltà scolastiche, tensioni nelle amicizie o comportamenti impulsivi.
Per questo è importante che gli adulti riescano a mantenere uno sguardo lucido su ciò che davvero serve ai figli in questa fase.
I figli non devono diventare mediatori o confidenti
Uno degli errori più frequenti nelle separazioni riguarda la confusione dei ruoli.
A volte i ragazzi vengono trattati come se fossero già adulti.
Diventano i confidenti del genitore ferito. Oppure vengono coinvolti nelle discussioni o nelle accuse reciproche.
In alcuni casi vengono messi nella posizione di scegliere con chi stare o di giudicare il comportamento dell’altro genitore.
Questo crea spesso nei ragazzi un conflitto di lealtà molto doloroso.
La preadolescenza non è il momento in cui i figli devono farsi carico delle fragilità degli adulti.
È il momento in cui hanno bisogno di adulti capaci di offrire contenimento emotivo e stabilità.
L’importanza di proteggere il legame con entrambi i genitori
Quando la relazione di coppia termina, il ruolo genitoriale invece continua.
Questo è un punto fondamentale anche dal punto di vista giuridico.
Durante una puntata del podcast Adolescenza Consapevole, ho avuto l’occasione di parlarne con l’avvocato Angela Auriemma, esperta in diritto di famiglia.
Uno dei principi più importanti che emergono anche dal punto di vista legale è che i figli hanno diritto a mantenere una relazione significativa con entrambi i genitori.
Questo significa che, quando le condizioni lo permettono, è importante che i ragazzi possano continuare a vivere il rapporto con entrambe le figure di riferimento.
Quando invece uno dei due genitori viene continuamente svalutato o escluso, il rischio è che il ragazzo interiorizzi una rappresentazione negativa di una parte della propria storia.
E questo può interferire con la costruzione della sua identità.
Quando le regole condivise diventano difficili da mantenere
Molti genitori partono con le migliori intenzioni.
All’inizio della separazione cercano di stabilire accordi chiari sulla gestione dei figli: tempi di permanenza, organizzazione delle attività, regole educative.
Con il tempo però può diventare difficile mantenere questa coerenza.
Le tensioni riemergono. Le decisioni prese insieme vengono messe in discussione. Oppure uno dei due genitori smette di rispettare gli accordi stabiliti.
Dal punto di vista legale esistono strumenti per gestire queste situazioni.
Il tribunale può stabilire calendari precisi per l’organizzazione della vita dei figli e, se necessario, intervenire quando questi accordi non vengono rispettati.
Ma nella vita quotidiana esistono anche strategie più semplici che possono aiutare i genitori a coordinarsi meglio: strumenti di comunicazione condivisa, calendari digitali o modalità più strutturate di confronto.
A volte piccoli accorgimenti organizzativi possono ridurre molti conflitti.
Da che età i figli possono esprimere la loro preferenza
Una domanda che molti genitori si pongono riguarda la possibilità per i figli di esprimere una preferenza rispetto al genitore con cui vivere.
La risposta non è così semplice come spesso si pensa.
Non esiste un’età precisa in cui il ragazzo decide automaticamente anche se i 10 anni sono stabiliti legalmente come l'età del discernimento.
I giudici possono ascoltare il minore anche prima dei 10 anni quando viene ritenuto sufficientemente maturo per esprimere un’opinione consapevole, ma la decisione finale tiene conto di molti elementi: il benessere del ragazzo, la qualità delle relazioni familiari, la stabilità delle condizioni di vita.
L’ascolto del minore è importante, ma non significa che la responsabilità della scelta ricada su di lui.
La responsabilità resta sempre degli adulti.
L’ascolto dei figli resta fondamentale
Durante una separazione i ragazzi possono vivere emozioni molto intense.
Rabbia. Tristezza. Confusione.
A volte queste emozioni non vengono espresse apertamente.
Possono emergere attraverso silenzi, cambiamenti nel comportamento o momenti di forte irritabilità.
Per questo l’ascolto diventa uno degli strumenti più importanti che i genitori hanno a disposizione.
Ascoltare non significa interrogare o pretendere spiegazioni.
Significa creare uno spazio in cui il ragazzo possa raccontare ciò che prova senza sentirsi giudicato o messo sotto pressione.
Anche una crisi può diventare un passaggio di crescita
La separazione non è mai un evento semplice.
Porta con sé dolore, cambiamenti e talvolta un senso di perdita.
Ma quando gli adulti riescono a mantenere uno sguardo responsabile sui bisogni dei figli, può diventare anche un passaggio evolutivo.
I ragazzi possono imparare che le relazioni possono trasformarsi senza necessariamente distruggersi. Possono vedere adulti che, nonostante le difficoltà, cercano nuove modalità di collaborazione.
E soprattutto possono crescere sapendo di non dover scegliere tra due genitori, ma di poter continuare a sentirsi figli di entrambi.
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